Crediti d’imposta per rincaro dei carburanti in attesa dei decreti attuativi

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Crediti d’imposta per rincaro dei carburanti in attesa dei decreti attuativi

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Il conflitto con l’Iran sta provocando effetti economici devastanti, soprattutto nel settore energetico, con conseguenti rincari generalizzati. Per contrastare l’aumento dei costi dei carburanti, sono stati previsti interventi sulle accise e crediti d’imposta specifici per settori come il trasporto, la pesca e l’agricoltura. Tuttavia, in mancanza di decreti attuativi, le imprese non possono ancora beneficiare di queste agevolazioni, con il rischio che i crediti non utilizzati entro la fine del 2026 vengano persi.

In tale contesto sono state adottate misure mirate a ridurre le accise su alcuni prodotti energetici, con l’obiettivo di contrastare l’aumento dei costi dei carburanti. L’intervento sulle accise, di natura trasversale, consente a chiunque acquisti carburante durante i periodi di riduzione delle accise di beneficiare dell’agevolazione. L’ultimo provvedimento in materia è il D.L. n. 63/2026 (del 30/04/2026) che ha prorogato al 10 maggio gli interventi sulle accise con una diversa modulazione, in particolare, tra gasolio e benzina. Tali misure non sono destinate a settori strategici o particolarmente esposti agli aumenti dei costi energetici, come quello agricolo, della pesca o dei trasporti, per i quali sono state previste ulteriori misure sotto forma di crediti d’imposta.

Infatti, con il Decreto Legge 33/2026, sono stati stanziati i seguenti fondi:

  • Un plafond massimo di 100 milioni di euro per il settore degli autotrasportatori, riferito agli acquisti di carburante per il periodo marzo-maggio 2026. Il credito d’imposta è calcolato sulla maggiore spesa sostenuta nei suddetti mesi rispetto a febbraio 2026 e sarà utilizzabile in compensazione fino al 31 dicembre 2026;
  • Un plafond di 10 milioni di euro per il settore della pesca, con riferimento agli acquisti di carburante nei mesi da marzo a maggio 2026. Il credito d’imposta, pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante, sarà utilizzabile in compensazione fino al 31 dicembre 2026, su base documentata da fattura al netto dell’IVA.

I decreti attuativi, che avrebbero dovuto essere emanati entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, sarebbero stati necessari per consentire alle imprese interessate di usufruire delle agevolazioni previste.

Nel settore agricolo, il Decreto Legge 42/2026 ha introdotto un credito d’imposta per gli acquisti di gasolio e benzina effettuati dalle imprese agricole nel mese di marzo 2026. Il credito, anch’esso documentato da fattura e al netto dell’IVA, ha una dotazione di 30 milioni di euro e consente alle imprese agricole di beneficiare di un credito massimo del 20% della spesa sostenuta. Tale credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026, non concorrerà alla formazione del reddito e non influirà sulla base imponibile IRAP. La misura è cumulabile con altre agevolazioni che riguardano gli stessi costi, a condizione che non venga superato l’importo della spesa sostenuta, tenendo conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP.

L’aumento dei prezzi dei carburanti incide direttamente sui costi di concimi e altri prodotti chimici utilizzati per i trattamenti agricoli. I crediti d’imposta previsti dai provvedimenti sopra citati potrebbero, in parte, mitigare l’impatto economico e finanziario sulle imprese beneficiarie, consentendo loro di compensare IVA, ritenute, contributi previdenziali e altri oneri.

Purtroppo, in assenza dei decreti attuativi, queste misure restano al momento inefficaci, creando frustrazione nelle imprese che, pur avendo diritto all’agevolazione, non possono ancora beneficiarne. Inoltre, il rischio è che, con l’approssimarsi delle scadenze fiscali, i versamenti previsti dopo l’emanazione dei decreti attuativi non consentano l’utilizzo completo del credito maturato, dato che i crediti non utilizzati entro il 31 dicembre 2026 andranno perduti.

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